Il tessuto
Ci sono tessuti che per definizione sono legati all’abito da sposa, anche perché la riuscita di un modello dipende proprio dal tipo di tessuto scelto. Le linee fluide, essenziali, carezzevoli trovano nello chiffon, nel cady di seta, nella georgette, nel satin il miglior alleato; gli abiti dal taglio sostenuto, scultoreo, neoclassico diventano perfetti quando sono realizzati in mikado, duchesse, taffetà; il tulle, il plumetis, l’organza e il voile regalano all’abito un’immagine di leggerezza, un effetto “nuvola” che però non deve essere esagerato.
Le ultime tendenze della moda hanno promosso anche materiali fino a qualche anno fa inusuali per la sposa, come la rafia e la rete per l’estate, il velluto liscio di seta e la maglia di cashmere per l’inverno, il lamé dorato, argentato o bronzato per la sera, e perfino il matelassé e l’ecopelliccia per difendersi dal freddo.
Se lo conosci, lo scegli!
Anche se le sarte e le première degli atelier o le responsabili delle boutique sanno consigliare con precisione quale sia il tessuto migliore per ogni tipo di abito, ecco un piccolo approfondimento che permetterà di arrivare al momento della scelta con le idee un po’ più chiare.
BROCCATO: pesante tessuto di seta, con motivi floreali o astratti in rilievo, spesso impreziosito con fili d’oro, d’argento, di bronzo o di lurex colorato.
CADY: tessuto crespo con sottile lavorazione in seta o lana.
CHANTILLY: pizzo in seta lavorato a tombolo; prende il nome dalla cittadina francese dove viene realizzato.
CHIFFON: tessuto molto leggero e trasparente, realizzato con filati di seta ritorti.
CRÊPE: può essere di seta, lana o cotone: realizzato con filati molto ritorti, assume un aspetto ondulato e granuloso.
DÉVORÉ: particolare tecnica utilizzata per “svuotare” e rasare il tessuto con lo scopo di ottenere un alternarsi di trasparenze più o meno evidenti.
DUCHESSE: tessuto lucente in cotone, in seta o in raso liscio e pesante.
GAZAR: tessuto in seta trasparente e rigido.
GEORGETTE: tessuto di seta, morbido e leggero.
MACRAMÉ: pizzo lavorato a mano attraverso intrecci e nodi.
MAROCAIN: pesante crêpe dalla trama particolarmente grossa caratterizzata da costine trasversali.
MATELASSÉ: tessuto con lieve imbottitura trapuntata.
MIKADO: raso originario del Giappone, dalla mano corposa e consistente.
ORGANZA: tessuto di seta leggero, sostenuto e leggermente madreperlato.
PLUMETIS: tessuto in cotone, voile o mussola con piccole capocchie di spillo ricamate a rilievo.
POINT D’ESPRIT: tulle ricamato a capocchia di spillo.
RASO O SATIN: tessuto lucido in seta o in cotone, dalla mano morbida, ma corposa.
SANGALLO: pizzo traforato in lino o cotone, in origine realizzato in Svizzera nella cittadina di Sangallo.
SHANTUNG: tessuto luminoso di origine cinese, realizzato in seta dalla superficie irregolare.
TAFFETÀ: tessuto in seta liscio e sostenuto.
TULLE: velo con piccolissimi fori esagonali a rete principalmente in seta, molto leggero.
VALENCIENNES: pizzo molto leggero, lavorato a tombolo, prende il nome dalla città francese dalla quale proviene.
VOILE: tessuto in seta, lana e cotone, molto leggero e impalpabile.
Le ultime tendenze della moda hanno promosso anche materiali fino a qualche anno fa inusuali per la sposa, come la rafia e la rete per l’estate, il velluto liscio di seta e la maglia di cashmere per l’inverno, il lamé dorato, argentato o bronzato per la sera, e perfino il matelassé e l’ecopelliccia per difendersi dal freddo.
Se lo conosci, lo scegli!
Anche se le sarte e le première degli atelier o le responsabili delle boutique sanno consigliare con precisione quale sia il tessuto migliore per ogni tipo di abito, ecco un piccolo approfondimento che permetterà di arrivare al momento della scelta con le idee un po’ più chiare.
BROCCATO: pesante tessuto di seta, con motivi floreali o astratti in rilievo, spesso impreziosito con fili d’oro, d’argento, di bronzo o di lurex colorato.
CADY: tessuto crespo con sottile lavorazione in seta o lana.
CHANTILLY: pizzo in seta lavorato a tombolo; prende il nome dalla cittadina francese dove viene realizzato.
CHIFFON: tessuto molto leggero e trasparente, realizzato con filati di seta ritorti.
CRÊPE: può essere di seta, lana o cotone: realizzato con filati molto ritorti, assume un aspetto ondulato e granuloso.
DÉVORÉ: particolare tecnica utilizzata per “svuotare” e rasare il tessuto con lo scopo di ottenere un alternarsi di trasparenze più o meno evidenti.
DUCHESSE: tessuto lucente in cotone, in seta o in raso liscio e pesante.
GAZAR: tessuto in seta trasparente e rigido.
GEORGETTE: tessuto di seta, morbido e leggero.
MACRAMÉ: pizzo lavorato a mano attraverso intrecci e nodi.
MAROCAIN: pesante crêpe dalla trama particolarmente grossa caratterizzata da costine trasversali.
MATELASSÉ: tessuto con lieve imbottitura trapuntata.
MIKADO: raso originario del Giappone, dalla mano corposa e consistente.
ORGANZA: tessuto di seta leggero, sostenuto e leggermente madreperlato.
PLUMETIS: tessuto in cotone, voile o mussola con piccole capocchie di spillo ricamate a rilievo.
POINT D’ESPRIT: tulle ricamato a capocchia di spillo.
RASO O SATIN: tessuto lucido in seta o in cotone, dalla mano morbida, ma corposa.
SANGALLO: pizzo traforato in lino o cotone, in origine realizzato in Svizzera nella cittadina di Sangallo.
SHANTUNG: tessuto luminoso di origine cinese, realizzato in seta dalla superficie irregolare.
TAFFETÀ: tessuto in seta liscio e sostenuto.
TULLE: velo con piccolissimi fori esagonali a rete principalmente in seta, molto leggero.
VALENCIENNES: pizzo molto leggero, lavorato a tombolo, prende il nome dalla città francese dalla quale proviene.
VOILE: tessuto in seta, lana e cotone, molto leggero e impalpabile.